30 set 2009

Prima di tutto la verità

Basta accendere per qualche minuto la TV per sentire parlare di un conflitto d’interesse che cattura ancora poche attenzioni nel mondo culturale e politico.
C’è chi dice di avere la libertà di poter fare intercettazioni telefoniche al fine di garantire il decorso delle indagini; altri che dicono di avere il diritto della privacy. C’è chi dice di avere il diritto di parlare di aborto od eutanasia, chi invece, afferma il proprio diritto di poter decidere se mettere al mondo un figlio o farla finita con atroci sofferenze che riducono ad uno stato di vita vegetativo.
Ognuno afferma un proprio diritto e questo è normale, siamo o no appartenenti ad uno “Stato di diritto”? Qualcuno penserà che ora propinerò la solita tiri-tera sull’equilibrio fra diritto e dovere. Già è quello che diciamo tutti, anche don Pierino me lo ribadisce sempre <> che barba questo solito ritornello!
Io credo invece, che la base del diritto stia proprio nella libertà. Nel mento in cui mi approprio della mia libertà sarò capace di compiere il mio bene rispettando il bene degli altri, già perché la libertà mia è garante della libertà di chi mi sta accanto. Così come anche chi mi sta accanto è il primo garante della mia libertà. Il diritto ed il dovere nascono da questo rapporto di garanzia riguardo la libertà dei singoli individui, sono chiari paletti che evidenziano il percorso che compie il libero agire di ciascun cittadino.
La libertà prima, in uno Stato democratico, è la libertà di parola. Io sono libero di dire ciò che penso, di affermarlo in pubblico o per iscritto, io sono libero di dare voce al mio pensiero anche se esso possa essere discordante con il pensiero di altri che mi circondano.
Posso avvallare tesi come posso criticarle. Ma anche qui c’è un limite, che non è dato da quello che posso o non posso dire, ma dalla verità di ciò che dico. Allora esiste un principio più alto della libertà: la verità.
Già perché la mia libertà di parola si affianca alla libertà di non ascoltare. Solo quando ognuno si cimenta nel dimostrare il pensiero personale e nel porlo in discussione con altre menti pensanti che si può garantire una ricerca autentica della verità.
Ben vengano uomini a favore dell’aborto, dell’eutanasia, dei D.I.C.O., ma che ci siano anche coloro che contrastano la dolce morte, persone che dicano con chiarezza il loro sì alla vita, persone che difendano i valori della famiglia naturale. Dal Presidente della Repubblica al sindaco di Canicattì, dal Papa a don Pierino, che a tutti venga assicurata la libertà di dire ciò che pensano, perché se vogliamo continuare ad essere liberi, dobbiamo assicurarci di essere nella “Verità”.

Nessun commento:

Posta un commento