Lo scorso sabato 11 luglio festa liturgica di San Benedetto
Abate Patrono d’Europa e Padre del monachesimo occidentale, tanti fedeli,
assieme a numerosi sacerdoti e a Sua Eccellenza l’Arcivescovo, si sono recati
presso contrada Tre Confini in Torricella Peligna (CH), come avviene ormai da
otto anni. I motivi di festa si ripetono: l’anniversario dell’inaugurazione
delle “Case di Maria di Nazareth” e la commemorazione di San Giovanni Gualberto
patrono del Corpo forestale dello Stato. Quest’anno però la ricorrenza si è
tinta di un evento speciale com’è la consacrazione eremitica. Don Giustino
Rossi ha professato davanti all’Arcivescovo la sua volontà di consacrarsi a Dio
in una rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine
dell’eremo.
Padre Bruno nell’omelia ha delineato la figura dell’eremita
mettendo in relazione la speciale vocazione di don Giustino con il vivere
dell’intera Chiesa diocesana. Ha così
affidato a don Giustino tre compiti declinandoli con altrettante parole: “auscultare”,
promessa e assenso. Auscultare inteso come ascolto dell’intimo, nel profondo
del cuore, ascolto che esige fede; promessa, invece, quale affido fiducioso e
pieno in Dio; assenso come fedeltà totale e incondizionata al Signore. Queste
tre chiavi della vita eremitica sono per tutto il popolo segno dell’assolutezza
di Dio nella nostra vita.
Il momento culminante dell’intera celebrazione liturgica è
stata la lettura della professione che don Giustino ha scritto di suo pugno su
di una pergamena e l’ha firmata sull’altare davanti all’Arcivescovo e tutti i
fedeli presenti. In essa il novello eremita ha espresso il voto di obbedienza
al Vescovo e alla regola di San Benedetto, il voto di stabilità per rimanere
costantemente alla presenza di Dio come sentinella sul monte e il voto di
conversione dei costumi per vivere ogni giorno in purezza di mente, di cuore e
corpo in una povertà effettiva e affettiva. Nella sua promessa don Giustino ha
invocato la grazia dello Spirito Santo, la benedizione della Santa Famiglia di
Nazareth e l’intercessione del santo abate Giovanni Gualberto, alla cui scuola
lui è cresciuto e si è formato spiritualmente.
I festeggiamenti sono poi proseguiti con gli interventi delle
autorità presenti; del Sindaco di Torricella Peligna e del Comandante del Corpo
forestale dello Stato di Chieti. Infine, secondo la nota ospitalità
benedettina, è stato offerto a tutti i presenti un delizioso rinfresco
preparato da Sorella Lydia e servito da numerosi volontari che si sono
adoperati per l’ottima riuscita dell’evento.
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