8 ago 2015

La vita eremitica: segno dell’assolutezza di Dio


Lo scorso sabato 11 luglio festa liturgica di San Benedetto Abate Patrono d’Europa e Padre del monachesimo occidentale, tanti fedeli, assieme a numerosi sacerdoti e a Sua Eccellenza l’Arcivescovo, si sono recati presso contrada Tre Confini in Torricella Peligna (CH), come avviene ormai da otto anni. I motivi di festa si ripetono: l’anniversario dell’inaugurazione delle “Case di Maria di Nazareth” e la commemorazione di San Giovanni Gualberto patrono del Corpo forestale dello Stato. Quest’anno però la ricorrenza si è tinta di un evento speciale com’è la consacrazione eremitica. Don Giustino Rossi ha professato davanti all’Arcivescovo la sua volontà di consacrarsi a Dio in una rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine dell’eremo.
Padre Bruno nell’omelia ha delineato la figura dell’eremita mettendo in relazione la speciale vocazione di don Giustino con il vivere dell’intera Chiesa diocesana.  Ha così affidato a don Giustino tre compiti declinandoli con altrettante parole: “auscultare”, promessa e assenso. Auscultare inteso come ascolto dell’intimo, nel profondo del cuore, ascolto che esige fede; promessa, invece, quale affido fiducioso e pieno in Dio; assenso come fedeltà totale e incondizionata al Signore. Queste tre chiavi della vita eremitica sono per tutto il popolo segno dell’assolutezza di Dio nella nostra vita.
Il momento culminante dell’intera celebrazione liturgica è stata la lettura della professione che don Giustino ha scritto di suo pugno su di una pergamena e l’ha firmata sull’altare davanti all’Arcivescovo e tutti i fedeli presenti. In essa il novello eremita ha espresso il voto di obbedienza al Vescovo e alla regola di San Benedetto, il voto di stabilità per rimanere costantemente alla presenza di Dio come sentinella sul monte e il voto di conversione dei costumi per vivere ogni giorno in purezza di mente, di cuore e corpo in una povertà effettiva e affettiva. Nella sua promessa don Giustino ha invocato la grazia dello Spirito Santo, la benedizione della Santa Famiglia di Nazareth e l’intercessione del santo abate Giovanni Gualberto, alla cui scuola lui è cresciuto e si è formato spiritualmente.
I festeggiamenti sono poi proseguiti con gli interventi delle autorità presenti; del Sindaco di Torricella Peligna e del Comandante del Corpo forestale dello Stato di Chieti. Infine, secondo la nota ospitalità benedettina, è stato offerto a tutti i presenti un delizioso rinfresco preparato da Sorella Lydia e servito da numerosi volontari che si sono adoperati per l’ottima riuscita dell’evento.
                                                          

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