È inevitabile parlare di vacanza
nel numero di questo mese di Agosto. Vero è che le tristi sorti della nostra
economia da quella locale a quella internazionale rendono il clima meno felice
e spensierato, con troppe difficoltà e poche possibilità vacanziere. Se
avessimo la pazienza di fermarci un attimo, riusciremmo a ricordare che ormai
sono passati non pochi anni in queste condizioni austere, magari molti tra noi
sono anche parecchi anni che non riescono a permettersi nemmeno una gita fuori
porta…
Non possiamo però fare a meno di
vacanza e non dobbiamo farne a meno…
non sono solo il corpo e mente a chiedercelo, ma soprattutto il nostro spirito.
Se qualcuno tra noi dovesse pensare di non avere esigenze spirituali di sorta
commetterebbe un torto a se stesso perché non si permetterebbe ascolto.
Di ascolto abbiamo discorso
insieme tantissime volte e in svariati contesti, ma non crediamo che sia un discorso esaurito.
Forse tutti abbiamo un posto in
casa dove appartarci in solitudine, un posto che ricrei anche gli occhi, magari
una veranda in città, anche un balconcino adorno di qualche fiore variopinto, i
più fortunati magari anche di un bel giardino. Bene allora sediamoci lì, in
quel luogo che per qualche minuto possa divenire il mio mondo e solo mio.
Scegliamo un ora consona, magari all’alba quando tutti sono ancora avvolti dal
torpore del riposo e possiamo godere di un fresca brezza mattutina, oppure di
notte, coperti da un cielo ammantato di stelle, o nel pomeriggio in un angolo
appartato della nostra spiaggia o scoglio preferito. Quanta cura nella ricerca
del luogo della nostra vacanza!
Bene, ora è giunto il momento
dell’ascolto. Ascolto fatto di e da sensi,
profumo dei fiori, rumore dell’onde, rintocco della campana della Chiesa Madre,
cinguettio sfrenato di uno stormo di
rondini, qualche motorino che passa in lontananza…. Facciamo ascolto del mondo
che ci circonda.
Non siamo noi ad esserne dominati,
schiacciati, oppressi, né tantomeno siamo noi i padroni di questo mondo, ma ne
siamo parte integrante. Dobbiamo cogliere questo aspetto fondamentale: né
dominatori, né dominati ma siamo parte del mondo.
Forse basterà questo per aver
trovato ristoro, aver ricreato il nostro intero essere, aver dato un nuovo
inizio ad una vita che dopo questo tempo riprenderà a scorrere nel ritmo
frenetico, ma con una nuova consapevolezza: io sono parte di questo mondo che mi circonda e quindi sono anche
il responsabile del suo essere buono o cattivo, bello o brutto, vigoroso o
moribondo.
Tutto questo possono fare quel
pugno di minuti che dobbiamo necessariamente dedicarci in questo mese.
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