La pasquetta mi piace proprio tanto! È un giorno spensierato dove posso stare a casa e fare tutto quello che mi pare.
Non c’è da andare a messa, non ci sono visite da fare, ma semplicemente godermi in panciolle un po’ di TV.
Beh, zac….zac….zac… non mi pare che ci sia poi molto! Tribuna politica da una parte, comizio dall’altro, intervista a destra, talk show a sinistra… ci voleva la campagna elettorale per rovinarmi la festa!
Mi dico, questi signori che fanno a gara per governarci, come mai dopo aver detto le cose più belle che si potessero dire, arrivati a comandare, fanno il contrario di quello che hanno detto? Certo, io non sono sicuro di quanto dico, ma a sentire papà il suo stipendio diventa più piccolo e lui lavora sempre di più. Mamma, invece, si lamenta perché i soldi per la spesa non le bastano mai. Zio invece, le studia tutte su come evadere le tasse! Insomma, se tutti si lamentano la colpa di qualcuno sarà! “Povera Italia!” dice sempre il nonno “la vedo nera!”, e mi sa che ha proprio ragione!
Tutto ciò mi ricorda quanto ho vissuto nella scorsa veglia pasquale.
Eravamo pronti per iniziare, don Pierino come al solito fa cenno a Vito di spegnere le luci (Spegni tutto!) e Vito con il suo zelo profondo, spegne tutto, ma proprio tutto!!!
Io gioco sempre ad arricciare il naso e in quel mentre, non riuscivo nemmeno a vedermelo più!!
- Andiamo andiamo…. È tardi!
- Don Pierino, ma qui non si vede nulla!
- Forza Ciccio, sbrigati e non reclamare!
Non è che volessi reclamare ma…, la vedo nera! Iniziamo a sfilare fuori dalla sacrestia con estrema difficoltà, ma il meglio è venuto quando ad uscire è toccato a don Pierino.
- Ragazzi, aiutatemi, non vedo nulla…è buio…
- Io l’avevo detto!
- Spicciati Ciccio e aiutami!
Che situazione comica, eravamo in quattro ad aiutare don Pierino per fare quei pochi gradini che ci avrebbero condotti alla porta. Il buio sembrava regnare, e quando siamo giunti davanti al fuoco non ho potuto fare a meno di tirare un sospiro di sollievo, fosse solo per il fatto di essermi scrollato don Pierino di dosso!
Accendiamo il cero pasquale e ci avviamo verso la chiesa…
- Io accompagno il diacono con il cero!
Certo, mica sono sciocco, camminando appresso al cero ci avrei visto bene e soprattutto non avrei dovuto far più da bastone a quell’antipaticone del don.
Quando siamo entrati nella chiesa non vedevo niente se non la flebile luce del cero. Il diacono accende dal cero una candela per me invitandomi a passare la fiamma ad altri fedeli.
-Fai attenzione! Non è una cosa complicata, ma richiede impegno e un piccolo sforzo.
Dopo di ché tutti hanno iniziato ad attingere alla luce con le proprio candele, e in men che non si dica...la chiesa risplendeva.
Una flebile luce è divagata per la chiesa e ognuno, soltanto mantenendo la propria piccola candela (con molta attenzione!!), contribuiva a fare luce. Mi sono sentito confortato, riscaldato, guidato da quella luce….la luce di Cristo! Anche se non nascondo che in tanta ammirazione stavo facendo colare la cera sul vestito del diacono!
Forse è quello che serve alla “povera Italia”. Proprio così, serve che ognuno non faccia grandi promesse, non sbandieri impegni faraonici, ma si prodighi nel fare bene il proprio dovere, nell’occupare con diligenza il proprio posto. Dal Presidente fino a d arrivare a mio zio, tutti al proprio posto a svolgere i propri doveri! Aiutandoci vicendevolmente potremmo risollevare la nostra nazione che brancola nel buio e condurla pian piano verso la stabilità. Io poi, sono un cristiano, e come tale devo dare l’esempio, passare agli altri la luce che a mia volta ho ricevuto.
Non però come ha fatto Tommy. Che ha fatto?
Nella sua foga di passare la fiamma di qua e di là stava per dare fuoco al cappotto di una vecchietta. Io glie l’avevo detto che non era la festa della Befana!
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