3 ott 2009

La fede fa' l’uomo

Quando don Pierino mi telefona all’ora di pranzo non sono mai belle notizie. Infatti, mi avvisa sempre per andare ad aiutarlo ad un funerale.


La morte… che cosa brutta! Non c’è niente che mi rattristi quanto una persona defunta. In questi anni che do una mano a don Pierino ne ho visti di morti di tutti i tipi: per vecchiaia, per malattie, morti per eventi tragici. Però, che cosa difficile celebrare un funerale nelle feste di Pasqua. Diciamo che la Pasqua è vita, è gioia, risurrezione… e poi ci troviamo a piangere per un defunto.

Per non parlare della tragicità del Terremoto che ha scosso le terre d’Abruzzo. Quanta tragedia che fa gridare: dov’è Dio?

Allora sorge il dubbio: ma ci riempiono di chiacchiere, ma forse sono tutte frottole che ci raccontano don Pierino e altri come lui. Allora raccontare la Pasqua è solo un business per preti e dintorni!

Certo che se le cose stanno così ci siamo fatti prendere in giro per ben duemila anni?!

Eppure che volete da me, io ci credo, ma ci credo con tutto me stesso. Questo è quello che si chiama potere della fede, fiducia illimitata, affido sconfinato.

Non chiedetemi di spiegare che cos’è la fede perché se pretendessi di farlo tradirei la ragione che mi distingue tra tutti gli esseri viventi come essere umano. È per questo che il grande filosofo Biagio Pascal parla della fede come scommessa. Egli invita a scommettere sull’esistenza di Dio perché chi vi scommette nulla perde, anzi, guadagnerà certamente sia che Dio esista o meno.

Per me invece, la fede è qualcosa di esistenziale, direi anche identitario. Solo l’uomo è capace di affidare ogni cosa della sua quotidianità ad una realtà superiore, ad un Altro da sé. La fede è connaturale all’uomo, nasce con lui, esiste sin dall’apparizione dell’essere umano nella storia. L’uomo è l’essere dell’oltre, l’unico che sa andare al di là di se stesso. Questa è fede!

Non posso negare qualcosa che mi fa sentire più uomo e meno animale.

Così non mi diviene impossibile affrontare la morte di una persona cara o un evento tragico. Certo, soffro, perché sono uomo, ma spero perché sono un uomo.

Chiedetemi di rinunciare a qualsiasi cosa, ma la ragione non mi impedirà mai di rinunciare alla mia umanità.









Il Chierichetto

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