3 set 2013

Ricetta per essere puri di cuore

Carissimi, l’impegno di questa estate è quello di rinvigorire lo spirito oltre che il corpo.  Abbiamo colto l’importanza di lasciare ogni cosa ci impedisca di trovare la pace nel cuore.
Questa volta nel nostro ritiro immaginario, nella solitudine di qualche ora delle nostre vacanze vi propongo di impegnarci nella purezza del cuore.
Un cuore povero non può non essere anche puro… ma cosa significa?
Per purezza molti intendono una categoria morale, priva di quelli che si chiamano peccati. In realtà questa è definizione troppo lontana dal vero.
Io penso che la purezza è quella incarnata da un fiore bianco. Pensate alla leggerezza che esso esprime, alla nobiltà del suo portamento insieme alla luminosità che produce. Per purezza intendo quella espressa da un bambino, che non è immune dall’errore, eppure agisce senza doppiezza e secondi fini. La purezza mi spinge a pensare all’aria di montagna, fresca, penetrante, impalpabile eppure con tutto il peso che si fa sentire.
Se penso di essere una foglia verde, lucida di rugiada, che offre riparo ad una farfalla leggiadra, che trasforma cattiva anidride carbonica in puro ossigeno, che abbellisce un vetusto albero scuro, sono pieno di me; eppure se fossi puro di cuore la prima cosa che penserei di me è di essere una foglia in una foresta pluviale.
E  se fossi una goccia d’acqua godrei della mia trasparenza, della frescura che potrei arrecare, della sete che posso saziare, della vita che posso donare; eppure il mio valore sarebbe più nobile di tutti i miei pregi se fossi consapevole di essere una delle miliardi e miliardi di gocce che compongono il grande oceano.

Sarò puro di cuore se consapevole di essere unico fra unici, necessario con indispensabili, primo fra pari; e se mi ricorderò di amare allora il mio cuore sarà pronto a far rilucere il buio.

Nessun commento:

Posta un commento