Da piccolo chierichetto spesso mi sono fermato ad osservare il caro don Pierino mentre indossava le vesti sacre prima di ogni Messa. Faceva ogni movimento con lentezza, toccava gli abiti come fossero di sottilissima carta tale era la sua delicatezza. Per non parlare della stola; prima di indossarla addirittura la baciava!
Credetemi, non ho mai ben capito questi gesti prima di oggi!
Oggi io stesso, quando ancora indosso il camice bianco, ripenso a don Pierino, ma ancora di più penso a questo vestito bianco, osservo il suo candore, penso a quanto è importante non solo che io lo indossi pulito, ma che pulito sia il mio cuore, che candida sia la mia vita di fronte agli altri. Sinceramente a volte mi sembra di percepirne anche il peso dovuto alla responsabilità di testimoniare con la vita, in pubblico, ciò che faccio durante la Messa.
L’abito bianco per un cristiano sta ad indicare il “rivestirsi di Cristo”, indossare non un telo su di sé, ma piuttosto assumere i comportamenti e gli stessi sentimenti che furono di Gesù di Nazareth.
Sentiamo parlare molto degli scandali che stanno toccando lo Stato del Vaticano assieme alle colpe di alcuni collaboratori del Papa, laici e non. Tutte quelle persone, come don Pierino, come me e come tanti altri indossano quei sacri abiti, forse lo fanno ogni giorno… chissà se si ricordano ogni volta che, compiendo quel gesto, stanno dichiarando in modo evidente davanti a tutti la loro volontà di rivestirsi di Cristo.
È vero che sono uomini, è vero che tutti possono sbagliare, è vero che la Chiesa è fatta di peccatori… ma nessuno si nasconda dietro tali scuse, pur se vere. Dal battesimo tutti i cristiani si sono impegnati a rivestirsi di Cristo. Mi auguro che ogni cristiano si ricordi dell’abito ricevuto nel giorno del suo battesimo e abbia un sussulto di dignità davanti a tali scandali che macchiano non solo la veste dei singoli coinvolti, ma il nome di tutti coloro che ne condividono il battesimo e che si chiamano “Chiesa”.
A volte penso che bisognerebbe ripristinare l’uso delle prime comunità cristiane dove, ogni volta che i battezzati entravano nell’aula liturgica per l’Eucarestia, dovevano indossare l’abito bianco! Questo servirebbe a tutti come continuo ricordo e come distintivo nei confronti degli altri uomini e donne del nostro tempo. Poi però, penso alle parole di Gesù, il quale forse veniva provocato da qualcuno che chiedeva di indicare un distintivo per distinguere i cristiani da coloro che cristiani non lo erano:<< da come vi amerete vi riconosceranno che siete miei discepoli>>.
Mi aspetto che tutti i cristiani del mondo dopo l’indignazione davanti a tanti scandali abbiano un sussulto che li spinga ad indossare il distintivo dato da Gesù: l’Amore incondizionato per l’altro.
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