9 nov 2012

Contra religionis



Mi sforzo di immaginarmi fra trent’anni, magari in una gitarella con i miei nipoti, passeggiando per le strade dei nostri centri storici che, guardando le tante edicole mariane che abbelliscono i nostri vicoli mi chiedono: «nonno, ma perché hanno riempito le strade di queste madonnine? Che cosa avrà mai fatto d’importante questa “Madonna” per essere piazzata in ogni angolo delle strade? ».
M’immagino con loro davanti ad una delle tante chiese rupestri sparse per le nostre campagne…  guardo i loro volti che esprimono un misto d’indifferenza e smarrimento: «nonno ma che sono queste grotte in mezzo alla campagna… sono delle vecchie stalle?».
Li vedo perplessi davanti al bellissimo stemma della Città di Cisternino e si chiedono che razza di bastone sia quello rappresentato nel blasone e perché mai un bastone così strano come simbolo di una Città.
Forse farei bene a smettere di immaginarmi vecchietto con nipoti al seguito perché già assaporo la tristezza di vederli con una conoscenza monca, volutamente oscurata secondo gli schemi del più vecchio e spento illuminismo settecentesco.
Mettere al bando l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole potrebbe produrre scene come quelle da me immaginate, altre forse peggiori… potrebbe col tempo cancellare molti usi tipici delle nostre culture paesane, delle nostre feste popolari – religiose, delle nostre identità, di molte parole dei nostri idiomi locali…
Forse mi riterrete di parte nel parlare ma guai se così non fosse. Mi schiero contro un pensiero che voglia abolire lo studio e la conoscenza dei contenuti cristiani, del linguaggio proprio del cristianesimo, dell’arte e dell’architettura, della musica, della poesia. Infatti, questi sono i contenuti dei programmi ministeriali di religione cattolica, gli ultimi firmati dal Ministro Profumo qualche mese fa’.
Mai più catechismo nelle aule delle scuole? Mai più indottrinamento a scapito delle altre confessioni religiose? Mai più discriminazione religiosa? Sono d’accordo anch’io e anch’io voglio sottoscrivere questi appelli. Anzi invito chiunque ad impedire tutto questo perché snatura il vero significato dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica.  Se oggi qualcuno ancora usa questo tempo di crescita scolastica indottrinando anziché educando, lo fa’ contro la legge, e come tanti altri insegnanti che non fanno il proprio dovere non meritano di istruire ai nostri figli.
Non dimentichiamoci però di difendere la storia che ci appartiene, la cultura dei nostri antenati, le tradizioni che determinano l’identità del nostro popolo. Nel bene e nel male il cristianesimo ha condizionato tutto questo ed è un codice interpretativo ineludibile della cultura italiana.

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