15 gen 2011

Non è mai tardi per ricominciare

Con il mese di gennaio incomincia un nuovo anno. Tante tradizioni popolari che attraversano, Nazioni, Continenti e persino epoche della storia sono legate ai riti propiziatori che congedano un vecchio anno per cedere il passo al nuovo. Classico è il salto dalla finestra che possono fare vecchie stoviglie, abiti usurati, o come in qualche film di De Filippo cucine a gas, divani, ecc.! il posto è per il nuovo che arriva, per il principio di tante esperienze, conoscenze, amori, fortune, lavori…


Vi siete mai chiesti il senso profondo di questo ricominciare?Il significato recondito che ci porta ad aprire un capitolo nuovo della nostra storia? L’ardore di desiderare un nuovo principio?

“Bërescìt” (bršt) è la parola che nell’antico ebraico designa l’incipit del primo libro della bibbia, l’inizio di tutte le cose, il principio nascosto e misterioso della storia, un inizio unico e al tempo stesso con un tema costante che si presenta per tutte le ere del popolo biblico! La stessa antica epopea di Gilgamesh ha inizio con la parola “principio” come anche i numerosissimi miti creazionistici dell’antichità! Tutti hanno uno stesso comune denominatore: la divinità.

L’Essere divino sta dietro il cominciare e ricominciare della storia, dell’epopea di un popolo, dell’esordio di un eroe, al debutto di un evento che cambierà la storia. Il divino è per l’uomo la possibilità, la volontà, lo stimolo a fare nuovamente, a fare di più e meglio.

Oggi conosciamo l’ateismo, l’agnosticismo, l’indifferentismo, ma c’è qualcuno che può negare o negarsi la possibilità di dare principio ad un nuovo migliore, oppure respingere un bene per sé e gli altri uomini che condividono con noi questo momento storico? Sarebbe la fine del principio se l’uomo rinunciasse al desiderio di fare un mondo migliore ogni volta che incomincia un nuovo anno. Ci sentiremmo come quando, da piccoli, guardavamo quei cartoni animati americani che dopo averci riempito il volto di sorrisi e tanta serenità terminavano con quella triste parolina a noi strana, ma al tempo stesso odiata “the end”! Quale religione o anti-religione può proporre la fine dell’umanità? L’estinzione dell’uomo per l’eternità? Se ne conoscete una simile abbandonatela senza dubitare .

Io poi, da chierichetto qual sono, non posso che trovar stimolo e forza nella persona di Gesù, un Uomo che quale Dio e in nome di Dio ha insegnato, senza sosta, l’importanza di incominciare sempre, anche dopo errori, magari anche dopo aver fatto i ladri per tanti anni, oppure aver ucciso, oppure ancora dopo aver venduto se stessi, la propria dignità e il proprio corpo… Ricordate quelle parole che disse un giorno? << I ladri e le prostitute vi passeranno avanti nel Regno dei Cieli>>. Perciò anche per il più derelitto non esiste quella triste parolina della nostra fanciullezza, ma principio, nuovo inizio, nuova possibilità di fare il bene per l’uomo.

Quando ci auguriamo il buon anno, facciamolo al mo’ dei nostri nonni con un “buon principio” perché c’è sempre tempo per essere migliori, per fare di questo mondo un luogo più felice, più giusto più buono per tutti .



Il Chierichetto

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