Ultimamente mi sono fermato a riflettere sulla Regola di San Benedetto e mi ha molto colpito come nell’alto medioevo si possa esprimere un concetto simile: < abbiamo detto di consultare tutta la comunità, perché
spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore. I> (RB 3).
Sì, proprio così, persino giovani e fanciulli. Allora mi chiedo: quanto spesso noi ascoltiamo nella nostre case i più piccoli? Quanto siamo convinti che la loro semplicità, sia in grado di vedere oltre ogni ragionamento dettagliato e metafisico che una mente adulta e saggia può condurre?
Effettivamente nel momento in cui le decisioni vengano prese con l’apporto di tutti, è necessario giungere prima o poi, ad una decisione che non sempre può mettere in accordo. Ma prendere una decisione senza ascoltare il consiglio di tutti, persino di coloro che sembrano più insignificanti è la possibilità che assicurano ad una democrazia evitare la deriva dell’oligarchia.
San Benedetto però, afferma che tali suggerimenti debbono essere fatti in umiltà e rispetto affinché nessuno dimentichi mai, a chi è stata data la facoltà di decidere. Effettivamente è bene chiedere consiglio a tutti, anche ai bimbi, ma quanto poi pensiamo che sia giusto educarli al rispetto della decisone presa anche se contraria al proprio pensiero? Se forse chiediamo ai piccoli cosa vogliono, la nostra decisione viene imposta e non data assieme ad una pillola educativa sul saper accogliere una decisone frutto di ascolto di tutti.
La regola d’oro della democrazia afferma che “la maggioranza vince”. Tutti noi abbiamo fatto appello a questa norma tante volte e nelle situazioni più disparate, ma gli avvenimenti degli ultimi giorni in Val di Susa mi hanno fatto ritornare sul valore profondo della regola princeps della vita democratica.
Ascoltare tutti è un dovere e la politica non deve mai presumere di non averne bisogno. Ma chi propone il suo pensiero deve farlo secondo le regole che non sono una gabbia della libertà, al contrario, ne assicurano il rispetto. Effettivamente è possibile che le decisioni finali siano erronee o fragili, ma se sono state democratiche non sono del tutto malvagie. Sono il frutto di un popolo che è cresciuto nel rispetto dell’altro, del suo pensiero, delle sue convinzioni associati al saper fare posto all’altro. San Benedetto a questo proposito parla di obbedienza….ma questa è un’altra storia!
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