3 gen 2012

Mentre il silenzio...

Nell’ultimo mese sono accadute molte cose, ma quello che ha più colpito l’opinione del nostro Paese è il nuovo Governo… improvvisamente siamo passati dalla spettacolarizzazione della politica alle scelte discusse a porte chiuse, dagli annunci televisivi con smentite al silenzio dei microfoni.
Ci lamentavamo di tanta confusione e del fatto che ogni piccola cosa finisse nelle pagine di giornali e sui nostri schermi. Ora, invece, ci lamentiamo del silenzio, ci lamentiamo della prudenza e del tempo che passa perché vengano prese delle decisioni.
Ecco come siamo: spaventati dal silenzio.
La nostra società è quella del caos, dei rumori, dei suoni, delle feste, degli schiamazzi… ci lamentiamo , diciamo di non poterne più, ma poi basta la passeggiata in un bosco per sconvolgere le nostri menti e farci sentire il bisogno di tornare al rumore, qualsiasi esso sia l’importante che non sia silenzio.
Ci siamo mai chiesti come è possibile ascoltare il dolce suono di un arpa se non nel silenzio, oppure la voce di bimbi che giocano in cortile se non nel silenzio, il piccolo che inizia a parlare e magari dice un “papà” balbettato magari in modo incomprensibile se non nel silenzio, per non parlare del  primo “ti amo” di due innamorati…  chi non vorrebbe poter gustare quel momento se non nel silenzio.
Il mese di dicembre è il principe del silenzio! Pensiamo alla natura che è ricoperta dal bianco mantello della neve, lì regno sovrano il silenzio. Nonostante i gatti corrano fra la neve, i passeri vadano in cerca di cibo e magari la volpe passa sorniona vicino il nostro bidone della spazzatura, tutto avviene nel silenzio.
Già, il silenzio in realtà, non è assenza, ma è una presenza più incisiva, non è il vuoto, ma è il ripieno della vita.  Allora il rischio del nostro oggi e quello di trasformare le nostre presenze caotiche in assenze nascoste, il ripieno dei nostri rumori e suoni nel chiasso devastante della solitudine
Il silenzio non è morte, ma pienezza della vita che si rigenera nel segreto, il silenzio è il luogo privilegiato nel quale possiamo finalmente incontrare noi stessi, ammirare i nostri pregi, accarezzare le esigenze di affetto, curare le ferite, correggere i difetti.
<< Mentre il silenzio fasciava la terra e la notte era a metà del suo corso, tu sei disceso, o Verbo di Dio, in solitudine e nel più alto silenzio>> (D. M. Turoldo) ; cogliamo l’invito che il poeta ci offre e dedichiamoci ad attimi di silenzio magari ammirando un bel presepe così che il nostro augurio di Natale non sarà solo “flatus vocis” (semplice fiato), ma espressione piena di noi. Buon Natale!

                                                                                                                                           Il Chierichetto

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