22 apr 2011

Per una primavera dell’umanità

La primavera tanto attesa è arrivata. L’inverno, quest’anno ci è apparso più pesante del solito, più freddo, quasi interminabile, ma finalmente è giunto il passaggio così bramato.


Ora si appresta un altro passaggio, quello che tutte le buone donne di casa vivono con pesantezza: il famigerato cambio di stagione.

Di solito, il passaggio di stagione è anche segnato da alcune malattie come emicranie o allergie che possono minacciare le nostre scampagnate domenicali insieme al quel senso di sonnolenza che ci appesantisce nelle ore del lavoro.

Il passaggio porta con sé dei cambiamenti a volte così radicali che possono sconvolgere il normale flusso della vita. La stagione primaverile poi, insieme a tutti i moti già citati porta con sé uno tutto particolare: la Pasqua! Il termine “pasqua” è di origine ebraica (pesach) e significa “passaggio”. Questa parola assunse un valore sacro quando il popolo ebraico guidato da Mosè passò attraverso il Mar Rosso sancendo così il passaggio dalla schiavitù egiziana alla libertà. I cristiani poi, celebrano il passaggio di Cristo dalla morte alla vita! Insomma sembrerebbe quasi che questa stagione abbia una forza sacra non indifferente che attraversa la storia, le religioni e le culture.

Oggi però, assistiamo ad altri eventi di passaggio, che guarda caso, si sono realizzati proprio nel passaggio di consegne tra l’inverno e la primavera. Mi riferisco ai moti del nord Africa che hanno portato grandi sconvolgimenti e ad una guerra (quella libica) che si consuma a pochi chilometri dalla nostra terra. Penso al passaggio che quotidianamente migliaia di esseri umani compiono attraversando il Mediterraneo alla ricerca di una vita dignitosa e libera.

Non voglio parlare di profughi né di migranti, né di disperati, ma di esseri umani. Dalle soluzioni che il nostro Paese e gli altri Paesi europei stanno adottando mi sembra che si dimentichino che quelli siano uomini, con braccia, gambe, testa, cuore, una storia personale… proprio come noi. Invece li trattiamo come “altro” attaccandogli etichette, lasciandoli all’agghiaccio, negandogli i diritti fondamentali. Sono esseri umani come lo siamo noi… o forse lo sono un po’ di più perché al nostro trattamento rispondono con il “grazie”, alla nostra indifferenza rispondono con la continua richiesta di aiuto!

Stiamo vivendo un passaggio di valore epocale; abbiamo un’occasione nuova per dimostrare la forza della nostra società che definiamo progredita, sviluppata, moderna, democratica. Proviamo a compiere il passaggio dalle abitudini primitive, tribali che ricercano soluzioni con l’emarginazione e le azioni aggressive, a quelle veramente civili e moderne che fanno della solidarietà, della pace e del dialogo il loro vessillo.

Ci apprestiamo a celebrare la Pasqua, al di là delle uova di cioccolata, dell’agnello o della colomba cerchiamo di compiere il passaggio al quale gli eventi presenti ci sollecitano; solo così renderemo autentica e viva la pesach della stagione, la liberazione del popolo ebraico, la risurrezione di Cristo! Ogni uomo può trovare il motivo per festeggiare la Pasqua del 2011.



Il Chierichetto

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