19 feb 2011

La riforma della riforma liturgica

Vivo con una certa preoccupazione l'espandersi di una affermazione come questa: riforma della riforma! Infatti non riesco a vedere la positività dell'espressione, anzi ne colgo solo un'affermazione critica che mette in rilievo la negatività della prima riforma in favore di quella che si sta proponendo come una seconda riforma! I sofismi che esprimono invece una continuità e quasi una perfezione della riforma del Concilio Vaticano II mi sembrano ipocriti e quasi irriverenti verso la Tradizione cattolica sancita in una forma così plenaria e solenne com'è quella di un Concilio Ecumenico!!!

Quello che mi preoccupa maggiormente e che la riforma conciliare della liturgia in realtà non è ancora pienamente attuata e radicata nella vita di cristiani e questo perchè pur celebrando con testi e riti riformati continuiamo a ragionare in termini tridentini! Non esiste una continuità tra lex orandi e lex credendi!

Mi spiego meglio: pensiamo alla dimensione della koinonia nella Chiesa che si propone oltre la piramidale visione gerarchica... credete che i cristiani percepiscano una Chiesa di comunione oppure una pesante gerarchia che si riprende giorno dopo giorno tutti gli spazi di comunione voluti dai Padri conciliari! Guardiamo ai consigli pastorali parrocchiali. Dalle mie esprienze e conoscenze più vicine ho riscontrato una involuzione sempre maggiore e da un luogo di confronto  e di condivisioni di scelte pastorali divengono sempre più occasioni di conferenze del presidente senza diritto di parola per nessuno (nei migliori dei casi) oppure sono istituzioni esistenti sulla carta per rispetto alle normative canoniche e mai convocati nella realtà!

Questo è uno dei tanti esempi che percepisco come problematici dal punto di vista teologico e profondamente in contrasto con la lex orandi!

ora il ritorno ad una prassi liturgica pre conciliare soprattutto fra i giovani,  deriva appunto da tale discrasia. In realtà si tenta di riagganciare l'attuale lex credendi (di matrice tridentina) con la lex orandi che le è propria (tridentina)!

Qualcuno forse, potrebbe obiettare che le mie sono congetture puramente irreali dato le numerossisime pubblicazioni, gli innumerevoli studi e riflessioni sulle scelte del Vaticano II. Infatti qui vi è un altro problema: la teologia accademica è anni luce distante dalla teologia del quotidiano di sacerdoti e fedeli.  E come spiegarsi che i più lontani nella pratica sono proprio i più giovani??

Riforma della riforma... perchè non provare a dare presente alla riforma che per molti versi è ancora carta scritta e non vissuto giornaliero? Se per Riforma della riforma significa questo allora anche io voglio far parte di questo nuovo vento; ma se invece ci limitiamo a parlare degli abusi liturgici attribuendo ogni responsabilità al movimento liturgico io non ci sto! Se per riforma della riforma intendiamo comunione in ginocchio, introduzione del crocifisso sull'altare, campanellini durante la consacrazione,  allora non ci sto! Non ci sto ai personalismi e ai devozionalismi nella liturgia che snaturano la pubblicità e la comunionalità del rito eucaristico!

Confido nella sapienza e nello spirito illuminato del Papa, che come Capo rito ha il dovere e l'onere di tutelare la liturgia che la Tradizione romana ci ha consegnato nel Vaticano II e nel messale di Paolo VI.

16 feb 2011

Chi è senza peccato scagli per primo la pietra

Oggi incalza la cultura del “grido”! Vi siete accorti di come ognuno presenti le proprie convinzioni e le proprie idee sbraitandole? Persino il mio telecomando ha difficoltà nel tener testa agli scontri di ugola dei nostri politici! Il bello è che non c’è più orario a tale show: accendi la TV alle 7.00? Politici che urlano! L’accendi alle 15.00? E i nostri governanti strillano? L’accendi alle 21.00? Gli amministratori della cosa pubblica latrano a più non posso!


Ciò che intristisce maggiormente sono i contenuti di tali ululati. Si parla di case , processi subiti, indagini della magistratura sulle proprie malefatte, e persino dei festini notturni che alimentano la vita dei Vips come loro, tanto distanti dalla routine difficile, ma dignitosa della stragrande maggioranza di noi! Qui non si tratta di tifare per quel ramo o l’altro della politica, ma di riporre l’attenzione sullo Stato, sulle sue necessità istituzionali, sull’esigenze sociali sempre più imperanti, sulle condizioni economiche sempre più in bilico.

Eppure la cosa che ancor più deprime è il fatto che le trasmissioni che hanno i nostri Urlatori come protagonisti sono quelle che fanno un più alto share. I giornali che aumentano le loro vendite sono quelli che centrano l’informazione sulle quisquiglie personali di questi sedicenti “onorevoli” sbattendo in prima pagina i loro fazzoletti sporchi!

Pensate a cosa potrebbe succedere se noi decidessimo tutti insieme di non accendere più tali programmi TV, se decidessimo di boicottare la stampa che da’ spazio alle cose che non riguardano la vita della nostra Nazione …siamo ossessionati dai peccati altrui, siamo morbosamente attaccati alle sconcezze compiute dagli altri, così attenti a ciò che capita fuori di noi. Ma è davvero più semplice prestare attenzione alla pagliuzza del nostro fratello nonostante la trave che è nel nostro occhio? La credo una cosa difficile eppure è questo lo stile che stiamo dimostrando come italiani! Abbiamo innescato una corsa a scoprire gli scheletri nell’armadio altrui dimentichi del proprio guardaroba pieno zeppo di ossa accuratamente nascoste.

Gli antichi cristiani avevano una pratica molto bella anche se dura …non ricevevano il perdono dei loro peccati se non eseguivano una confessione pubblica dichiarando ad alta voce i propri peccati, le personali malefatte. E i fratelli non si adunavano con le tasche piene di sassi, pronti per lapidare il peccatore, ma per pregare, per intercedere a favore del penitente.

Oggi non abbiamo più penitenti, ma solo accusatori, non abbiamo più confessioni, ma solo prove di forza che male fanno alla democrazia e allo spirito di ciascuno!

Sembra di essere ritornati indietro di duemila anni a quel giorno in cui una grande folla si era adunata attorno ad un’adultera pronti a lapidarla per il suo peccato. Oggi però in quel cerchio non c’è più l’adultera, non c’è più nessuno . Sono rimasti solo gli astanti con le mani e le tasche pieni di sassi pronti a scagliarli addosso all’altro. Il finale della storia purtroppo si rivela scontato: se tutti si lapidano, tutti muoiono!

Non ci serve una società morta, ma viva, capace di dire <>, << chiedo scusa>>, <> … solo così quei sassi non serviranno più per uccidere, ma per costruire una società più giusta, una democrazia più vera, una umanità più libera. Tocca a noi provarci, tocca innanzitutto a me!



Il Chierichetto