Ooh, com’è stata bella la notte di Natale! Essere lì, con tanta gente, si respirava un’aria di attesa e di trepidazione, tutto per poter assistere alla processione con la statua del piccolo Gesù avvolto in fasce e ascoltare come ogni anno puntuale ed immancabile il canto “tu scendi dalle stelle”.
Quanti propositi buoni sono sorti dal cuore, quanti pensieri di pace e riappacificazione magari verso qualcuno con cui non ci si parla più da tempo. Di quante meraviglie è capace il Natale.
Ricordare quel piccolo bambino ebreo vissuto duemila anni fa è capace di creare magie incredibili.
Ma cosa ho detto? bambino? ebreo? È incredibile, tutto l’occidente si commuove addolcisce il suo cuore davanti ad un infante e per di più extracomunitario!
A pensarci bene sono tanti gli stranieri che fanno breccia nel cuore dei più, come per esempio i tanti calciatori che incidono sulla sorte della nostra squadra del cuore, oppure tante soubrette della TV che ci ammaliano con la loro bellezza. Sono tanti gli extracomunitari che nella nostra bella Italia hanno il beneplacito di tutti, un consenso unanime e assoluto.
Ora però viene da chiedermi: e tutti quegli stranieri che vengono respinti con il loro barconi della speranza, o coloro che cercano rifugio da guerre, morte, fame, miseria, povertà… tutti questi non sortiscono lo stesso effetto!
Allora l’odio razziale si fomenta, crudeltà sotto forma di legge si compiono quotidianamente sotto i nostri occhi. E mentre baciamo il piedino della statuetta del piccolo infante ebreo avvalliamo in tacito silenzio politiche che offendono la dignità delle persone. Ci indigniamo verso chi oltraggia la cultura del crocifisso nelle scuole e negli uffici pubblici e poi, crudelmente crocifiggiamo quei tanti uomini, donne e bambini che a noi, noi più ricchi, a noi che ogni giorno possiamo vantare almeno due pasti caldi, essi chiedono aiuto.
La politica del popolo si esprime quando il popolo alza la voce contro tanta ingiustizia e se continuiamo a commuoverci davanti alla magia del presepe, del bimbo rifiutato negli alberghi e lasciato in mezzo al freddo e agli animali di un’umida e puzzolente stalla, allora dobbiamo indignarci contro atteggiamenti che inducono a ridurre l’altro uomo ad una bestiola che ha avuto solo la sfortuna di nascere in un paese povero!
È passato il Natale cambiando qualcosa nel nostro cuore, non lasciamo che passi senza cambiare qualcosa nella nostra società ammalata di egoismo.
Il Chierichetto
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