14 set 2011

L'uomo che chiede il pane

Giunto il mese di agosto tutti noi desideriamo riposo, pace e tranquillità per lasciarci  alle spalle i problemi quotidiani, gli affanni lavorativi (per chi un lavoro ancora lo ha) per goderci il meritato riposo. Eppure, giunta la sera, dopo una piacevole giornata di mare o una rilassante passeggiata in montagna, ci sediamo davanti alla TV per il notiziario e come in un incantesimo, veniamo catapultati in una realtà angusta nella quale la politica interna fa’da padrona. Quali i temi? La corruzione della classe politica, i vari intrallazzi di palazzo per far contenti quel partito o quel politico, la crisi economica del nostro Paese. Niente di rilassante, niente di vacanziero, ma nemmeno niente di così pienamente reale!
Non crediate che stia dando dei menzogneri ai direttori dei vari TG, questo no, ma certamente li ritengo distorsori dei veri problemi del mondo, che per la redazione più assennata occupano magari la notizia che precede quella sportiva.
Quanti di voi hanno sentito parlare del disastro umanitario nel Corno d’Africa? Dei milioni di uomini e donne che vivono nella denutrizione e nella morte? Soppesate le parole insieme a me :<< milioni di persone che muoiono di fame>> e tutto si consuma in un piccolo angolo del nostro mondo.
Quando anch’io, in vacanza come tanti di voi, seduto per il TG della sera ho ascoltato per striscio questa notizia mi sono svegliato dall’incantesimo e mi sono chiesto: << sto morendo di fame? Sono senza tetto? I miei figli sono denutriti e malati? Ho solo la morte davanti a me? No!>> Allora chiedo a voi e a me cos’è veramente questa crisi economica che i nostri Paesi ricchi stanno attraversando? A me sembrano quasi macchinosi calcoli da banchieri, giochi assurdi di denaro che si bruciano attraverso alcuni clic di qualche PC di un affarista scaltro che ha come dio il denaro , mentre coloro che muoiono di fame invece di diminuire, aumentano a dismisura.
La finanziaria è caduta sulle nostre teste come una mannaia, colpendo le solite figure sociale e salvando sempre le stesse che già se la passano più che bene eppure noi italiani non abbiamo reagito con scontri plateali come quelli accaduti in  Grecia o in Spagna, perché penso che abbiamo colto la gravità del momento capendo che è necessario continuare a fare sacrifici per il bene delle generazioni future. Un plauso dunque agli italiani, ma anche un monito a non dimenticare….
Non dobbiamo dimenticare chi è povero davvero, non possiamo dimenticare chi non può mangiare chi non ha nemmeno un cartone per coprirsi dal sole cocente o dal freddo intenso delle notti del deserto. L’economia mondiale alcuni anni fa’ ha perso un’occasione di superare i suoi limiti e pensare al bene comune dell’uomo. Oggi un nuovo monito se vogliamo ancora più forte di qualche banca fallita. Ripensiamo al nostro modo di vita ed educhiamoci vicendevolmente al bene comune.

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