14 set 2011

Vota il partito dell'uomo

Sapete cosa significa passare gli ultimi giorni delle proprie vacanze ascoltando conferenze e dibattiti? Spero che nessuno di voi abbia avuto tale pesanteur  così come è capitato a me! Ne ho ascoltate di tutti i colori con l’agghiaccio provocato dall’aria climatizzata della sala tale da brinare perfino il cervello più infervorato, per mettere poi il naso fuori dalla porta ed essere immediatamente “squagliato” come un ghiacciolo posto in un forno a microonde.  E sapete quando ho avuto un bel sollievo? No, non quando è finito il Convegno, ma nel momento in cui un omino occhialuto, ricurvo su se stesso con sopracciglia in soprannumero rispetto ai parchi capelli, salito sul palco ha incominciato a parlare!In quel mentre ogni cosa pareva svanita: il freezer, il microonde, la noia… tutto verteva sulle parole decise, chiare e affascinati del piccoletto. Non era l’oratore a colpire quanto la sua parola che veniva a noi con..., con…, sì, con autorità!!!
Auotirtà, è questo ciò di cui avremmo bisogno ora, non credete? Nei disagi burrascosi della cara Italia avremmo proprio bisogno di parole e azioni intrise di autorità, capaci di ammaliare le menti e i cuori più assuefatti, di rinvigorire le membra più affaticate come quelle della moralità  e dell’economia. Ma dov’è l’uomo autorevole del panorama politico italiano? Dov’è il partito o l’ideologia capace di rivoluzionare le menti appesantite dallo scirocco agostano? Non chiedetemi di indirizzarvi su scelte politiche, non è il mio mestiere di semplice chierichetto, però credo di poter suggerire il partito per il quale voto io. Scusate la propaganda elettorale, ma vi consiglierei di fidarvi cecamente del Popolo italiano! Di tutte quelle persone che ogni mattina vanno in fabbrica tra macchine e bulloni, dei contadini che alle prime luci dell’alba affollano i campi desiderosi di essere lavorati, dei marinai che passano le notti lontani dalle loro dimore cullati dalle braccia del mare, di tutti quegli artigiani che sopravvivono nel tempo delle industrie low cost dei Paesi asiatici. Chi oggi può risollevare con autorità la cara Italia è solo il Popolo italiano che non si lascia friggere dal solleone né congelare dalle ghiacciaie dei nostri climatizzatori, ma che compie il proprio dovere anche quando questo appaia orribile come la morte! Abbandonare l’evasione fiscale per aiutare chi è più debole, rinunciare al profitto ad ogni costo per permettere all’operaio con cinque figli di continuare a sperare ad un futuro per i propri pargoli, essere capaci di abbandonare le poltrone del potere usurpato per trasformarli in sgabello del servizio per il cittadino in difficoltà!
Io appartengo al partito dell’uomo, là dove ogni essere umano è buono nel suo intimo , anche il più terribile lo  è, ma bisogna ricordarglielo.
Mentre concludo queste righe mi rammento del vangelo che la liturgia suggerisce quest’oggi, quando Gesù, mentre si trovava in Cafarnao parlando  con autorità davanti a tutto il popolo, guarì un indemoniato cacciando il male da quel pover’uomo. Alla sua parola autorevole, il demonio tacendo andò via e l’uomo poté tornare ad essere buono perché così è ogni uomo: buono!
Impariamo ad essere autorevoli facendo sì che ogni uomo che incontriamo nelle nostre giornate possa esprimere il meglio di sé, così avremo una società buona che non teme recessioni politiche, né morali né economiche, ma che cerca sempre e solo il bene, il bene comune.

                                                                                                                                                                Il Chierichetto

L'uomo che chiede il pane

Giunto il mese di agosto tutti noi desideriamo riposo, pace e tranquillità per lasciarci  alle spalle i problemi quotidiani, gli affanni lavorativi (per chi un lavoro ancora lo ha) per goderci il meritato riposo. Eppure, giunta la sera, dopo una piacevole giornata di mare o una rilassante passeggiata in montagna, ci sediamo davanti alla TV per il notiziario e come in un incantesimo, veniamo catapultati in una realtà angusta nella quale la politica interna fa’da padrona. Quali i temi? La corruzione della classe politica, i vari intrallazzi di palazzo per far contenti quel partito o quel politico, la crisi economica del nostro Paese. Niente di rilassante, niente di vacanziero, ma nemmeno niente di così pienamente reale!
Non crediate che stia dando dei menzogneri ai direttori dei vari TG, questo no, ma certamente li ritengo distorsori dei veri problemi del mondo, che per la redazione più assennata occupano magari la notizia che precede quella sportiva.
Quanti di voi hanno sentito parlare del disastro umanitario nel Corno d’Africa? Dei milioni di uomini e donne che vivono nella denutrizione e nella morte? Soppesate le parole insieme a me :<< milioni di persone che muoiono di fame>> e tutto si consuma in un piccolo angolo del nostro mondo.
Quando anch’io, in vacanza come tanti di voi, seduto per il TG della sera ho ascoltato per striscio questa notizia mi sono svegliato dall’incantesimo e mi sono chiesto: << sto morendo di fame? Sono senza tetto? I miei figli sono denutriti e malati? Ho solo la morte davanti a me? No!>> Allora chiedo a voi e a me cos’è veramente questa crisi economica che i nostri Paesi ricchi stanno attraversando? A me sembrano quasi macchinosi calcoli da banchieri, giochi assurdi di denaro che si bruciano attraverso alcuni clic di qualche PC di un affarista scaltro che ha come dio il denaro , mentre coloro che muoiono di fame invece di diminuire, aumentano a dismisura.
La finanziaria è caduta sulle nostre teste come una mannaia, colpendo le solite figure sociale e salvando sempre le stesse che già se la passano più che bene eppure noi italiani non abbiamo reagito con scontri plateali come quelli accaduti in  Grecia o in Spagna, perché penso che abbiamo colto la gravità del momento capendo che è necessario continuare a fare sacrifici per il bene delle generazioni future. Un plauso dunque agli italiani, ma anche un monito a non dimenticare….
Non dobbiamo dimenticare chi è povero davvero, non possiamo dimenticare chi non può mangiare chi non ha nemmeno un cartone per coprirsi dal sole cocente o dal freddo intenso delle notti del deserto. L’economia mondiale alcuni anni fa’ ha perso un’occasione di superare i suoi limiti e pensare al bene comune dell’uomo. Oggi un nuovo monito se vogliamo ancora più forte di qualche banca fallita. Ripensiamo al nostro modo di vita ed educhiamoci vicendevolmente al bene comune.