Pensate un po’: potrebbe farci del male sapere che un nostro caro abbia combinato qualcosa di sbagliato? Dal furto della gallina fino a togliere la vita di qualcuno?
Credo che sarebbe un dolore tremendo ancor più del male che il nostro familiare abbia potuto commettere.
Questo è il potere del male! Il male è così potente da non fermarsi al semplice episodio tragico, dannoso; è una realtà che non si ferma all’atto circoscritto e alle persone coinvolte, ma dilaga, si espande come una tanica di petrolio riversata in mare. Diventa difficile fermarla, necessita di numerose barriere che ne ostacolino il fluttuare, e nel frattempo crea altre vittime. Infine, una volta recuperato per poterlo smaltire, lo si brucia, creando ancora altro male attorno a coloro che ne respirano l’aria.
E il bene? Cosa può il bene contro il male? Perché non è così dilagante, infestante, contagioso? Dov’è il bene?
Lo so, viene difficile anche a me poterlo trovare eppure il bene è in quelle barriere, se pur deficitarie, negli sforzi di eliminare le scorie di questo petrolio assassino, nel fuoco che cancella il suo operato. Insomma il bene è ovunque in tanti piccoli gesti, in piccole persone impegnate, nei sentimenti scatenati, il bene è l’insieme dei piccoli pesci che facendo branco allontanano il predatore, negli stormi incantevoli che danzano nel cielo mostrando la bellezza e allo stesso tempo dimostrando che c’è bisogno di tutti perché il rapace possa essere sconfitto. Tutto ciò, non esime dalla possibilità di vittime, di pesci, uccelli, uomini, che impieghino la loro vita a tal punto da donarla totalmente per sconfiggere ciò che è male.
In questi giorni lo scandalo della pedofilia nella Chiesa ci sta turbando molto. Pesate a me, piccolo chierichetto dell’altare…
Indignamoci di fronte al male, alziamo la voce contro le colpe, sradichiamo da noi l’erba cattiva, amputiamo il membro del nostro corpo che da’ scandalo, potiamo il tralcio infruttifero e buttiamolo nel fuoco… però non sradichiamo l’intera vite altrimenti non avremo più vino; non amputiamoci anche glia arti buoni, altrimenti resteremmo paralizzati per sempre; non sradichiamo il grano assieme alla gramigna, altrimenti che pane potremo offrire a i nostri figli?
Se nella Chiesa qualcuno ha sbagliato è legittimo anzi, necessario e improrogabile che venga giudicato secondo giustizia. Questo è il comandamento di Gesù Cristo! Ma gli altri che sono Chiesa, non tirino i remi in barca, anzi capiscano che devono lavorare ancora di più e meglio, che devono rinnovarsi nel cuore prima e poi nelle azioni, che facciano copro contro il male certi che Lui ha promesso: << le porte degli inferi non prevarranno contro di Essa>>.
Il Chierichetto
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