Penso spesso agli insegnamenti diretti e indiretti del mio caro don Pierino soprattutto quando mi ritrovo di fronte a problemi o situazioni che mi impensieriscono e affliggono.
In questo ultimo periodo ho a cuore i famosi “peccati di omissione”. Eh già! Proprio quegli atti più nascosti e reconditi, volutamente occultati, irrispettosamente sospesi, malamente taciuti.
Secondo voi, come si chiama il mancato intervento su casi noti di pedofilia? Come si chiamano gli innumerevoli morti dei poveri Paesi africani? Come definire la distruzione autorizzata e voluta da un premio nobel per la pace? Come pensare ad un uomo, figura istituzionale e politica che è pronto ad affondare chiunque pur di salvare la sua faccia? Come reputare il silenzio dei potenti di fronte alla fame di numerosi bambini nel mondo? O di anziani abbandonati e sbeffeggiati persino dalle istituzioni locali che dovrebbero difenderli come baluardi della memoria? Perdonatemi ma non ho sinonimi che reggono all’unica e pesante parola “omissione”.
Sapete bene che sono chierichetto, ed è per questo che non posso tacere, anzi non devo tacere perché rischierei di essere un aggiunta all’elenco di cui sopra. Piuttosto farò di più: invito ciascuno di voi ad indignarsi con me e puntare il dito contro il silenzio che colpisce il profondo dell’umanità lasciando lo spazio per l’interesse personale, per l’individualismo, quello volgare, che è capace di tutto pur di salvaguardare solo il sé.
Se a qualcuno di voi piace l’appellativo di cristiano non deve tacere, ma gridare, gridare con forza perché nessun uomo calpesti un altro uomo. E non perdiamoci nel fare graduatorie tra i mali, individuandone i peggiori da posizionare in pole position fino a quelli che si possono tollerare. Questo non è il tempo della tolleranza, ma della denuncia e del cambiamento
Sì, cambiamento… perché non saremo meglio di coloro che peccano di omissione se, noi per primi non incominciassimo a “fare “ cambiamento in tutti gli ambiti della nostra vita, dal vissuto personale fino all’area del nostro agire lavorativo e sociale. Tenere per sé la verità è il peggior peccato di omissione .
Possiamo solo scandalizzarci di fronte ai preti pedofili o di fronte ai falsi uomini di pace o ai commedianti uomini di Stato ? Possiamo solo fermarci all’indignazione? No! Non otterremo niente, non scongiureremo il serpente dell’omissione se non incominciamo a vivere diversamente.
Anche se costoso in termini di fatica e a volte anche di prestigio personale non preoccupiamoci: il bene comune supera di gran lunga le difficoltà personale.
Il Chierichetto