Molti di noi in questo mese hanno la possibilità di vivere un distacco dalla solita routine della vita lavorativa, è il tempo che tutti chiamiamo “vacanza”. È una parola così bella!! C’è forse qualcuno che si può sentire rattristato al sapere di poter vivere una vacanza? Eppure la bellezza della vacanza è dotata di un’arma a doppio taglio. Infatti nella sua radice latina essa definisce il “vuoto”!
Quindi come ogni cosa bella che si rispetti anche la vacanza ha il suo lato oscuro, pericoloso. Tutto sta a noi. Abbiamo la possibilità di fare di questo periodo vuoto dal lavoro ordinario, un periodo pieno per la vita personale e familiare.
Anch’io, libero dai miei impegni, mi sono allontanato da don Pierino (immaginate che vacanza desiderata!!) per potermi godere un periodo tutto per me. E in questo vuoto di cui avevo bisogno ho fatto un’esperienza che mi ha cambiato il modo di vedere le persone, le cose, il mondo! Ho sperimentato la forza dell’Amore.
Guardate che vi ho visti, con quel sorriso sornione… mica mi sono innamorato eh?
Ho assistito ad una scena nella quale un padre ed un figlio si sono riconciliati (e non sto parlando di una replica di “Carramba, che sorpresa”) ma di un figlio che per un astio antico verso il padre ha condizionato tutte le sue scelte e le scelte di quelli che sono stati sua moglie e i suoi figli. È andato a vivere lontano dalla sua casa, ha scelto un lavoro per sé penoso perché differente da quello consigliato dal padre e che in fondo, lui stesso preferiva. Ha tolto la gioia di vivere fra nipoti e nonni, e soprattutto ha annullato la sua paternità per paura d’essere come il padre creando non pochi problemi a suoi figli. Non sto parlando di uno sfigato, ma di uno di quei atteggiamenti che ciascuno di noi può aver messo in atto nei confronti di un familiare o di un ex. Semplicemente vivere una cattiva relazione con una persona può sconvolgere l’intera nostra vita e, come una reazione a catena inondare anche la vita di coloro che vengono dopo di noi.
E sapete qual è la cura, l’unica vera cura possibile? L’Amore. Essere capaci di fermarsi, di riconoscere amorevolmente il proprio limite, il proprio ruolo. Quel figlio ha scoperto di aver vissuto la sua relazione con il papà non come figlio, sottomesso, cioè conscio dell’autorità biologica di suo padre, ma come un competitore, un ‘alter pater’ creando così un infelice squilibrio in sé e nei suoi cari.
S’è inginocchiato davanti al padre, ha accettato finalmente la sua sottomissione filiale, ed ha pianto, pianto fino a liberarsi di tutto il rancore ingiustamente accumulato: Ha preso dentro di sé quell’immagine e ne ha fatto il caposaldo della su personalità rinnovata. Oggi quel figlio, ha cambiato lavoro, è realizzato nel’intimo, i suoi figli hanno finalmente scoperto cosa significhi avere un padre, sua moglie ha scoperto un marito e non un terzo figlio da accudire. Tutto per merito dell’Amore.
Vi sembrerà il riassunto di un romanzo, ma se ciascuno di noi usasse questo tempo di vacanza per fare il più piccolo gesto d’amore per una persona cara, anche se lontana mille miglia, anche se defunta, allora riempiremo questo tempo dell’unica medicina vera di cui il nostro mondo ha tanto bisogno: l’Amore
Buona estate a tutti, buona vacanza piena d’Amore!
Il Chierichetto