Ultimamente ho avuto una strana allergia alla parola “potere”. Non so precisamente perché, ma mi sono accorto che appena sento qualcosa che abbia a che fare con la prevaricazione di un uomo su di un altro in virtù del suo ruolo, tutto questo mi causa prima un certo fastidio, poi un inconsapevole prurito alla testa, infine una stato nauseabondo.
Come potrei definirla se non reazione allergica?
Sono convinto di non essere solo davanti a queste manifestazioni pseudo mediche, ma credo che tutto ciò sia il minimo se pensiamo ad un uomo che con la scusa di essere il responsabile, la guida, il punto di riferimento, detti ogni momento leggi, imponga azioni, e chieda sempre conto dell’altrui modo di vivere e di pensare.
Nella vostra testa starà forse scorrendo una lista di politici vero? Ma non sono i soli: si uniscono preti, dirigenti, professori, medici… sarà forse la malattia del potere?
Qualcun altro invece, vorrà forse contraddirmi dicendo che debba necessariamente esistere qualcuno che direzioni le azioni di molti. Pensiamo al prete che guida una comunità di fedeli.. se ciascuno facesse di testa sua sarebbe una rovina ancor maggiore!
Sì, sono d’accordo, ma a questo punto non si parla di spadroneggiare sulla vita altrui, bensì sul favorire il bene e l’incolumità fisica o spirituale degli altri!
Significa essere come un buon padre o una buona madre, capace di aiutare il proprio figlio a compiere autonomamente il bene. Senza pensare che possa essere troppo piccolo per capire, ma amorevolmente, in base all’età, condividere con lui azioni, scelte, indirizzi di vita. Pensate che un figlio vivrà sempre un tale operato come oppressione o come servizio?
Inoltre una buona guida politica, spirituale, manageriale, deve saper essere attento ai segnali che giungono dal basso. Il bambino (per tornare all’esempio) invia segnali sull’effetto delle decisioni genitoriali, a volte segnali anche nascosti che solo un buon genitore sa cogliere. È grazie a questi segnali che si può crescere come “guide”, è grazie all’alunno che posso diventare un buon maestro, grazie al suddito posso divenire un buon governante, grazie al fedele un buon parroco!
Nella domenica delle palme don Pierino parlava dell’autorità di Gesù. Eh già! Lui sì che sapeva essere una buona guida… ascoltiamolo: <<chi vuole essere primo fra voi si faccia servo>>.
Ci sembrano strane queste parole, farsesche direi, o per alcuni esemplari, ma che vanno interpretate.
Già, molte parole della Bibbia vanno interpretate, ma queste sono tra quelle poche che vanno prese alla lettera.
Vorrei tanto che la mia allergia passasse e voi? Incominciamo anche noi ad essere “servi” di chi ci sta accanto. Non è poi impossibile, significa solo cercare il vero bene per l’altro e non di se stessi.
Il Chierichetto